CORREGGIO – Continuano senza soste in un crescendo di interesse le riprese di Radiofreccia. In paese non si parla d’altro, cresce come un serpentone la coda di aficionados e curiosi che si mescolano alle tante comparse, al seguito dei quotidiani ciak della troupe di Ligabue. Ieri in particolare si girava una delle scene madri del film per la quale è stata interrotta in parte la circolazione sul tratto della centrale via Saltini. Ad assistere ai funerali del protagonista Freccia, un ragazzo tossicodipente interpretato dalla giovane promessa del cinema italiano Stefano Accorsi (al debutto in Jack Frusciante è uscito dal gruppo), circa trecento persone assiepate sotto i portici di corso Mazzini. Nel finto corteo funebre arrivano alla spicciolata anche i personaggi principali: il primo è Guccini, che scherza fra una sigaretta ed un cappuccino, e si gode un altro poco di ombra prima di calarsi definitivamente nei panni del barista Adolfo. Si diverte, il cantautore modenese, ad interpretare un personaggio che un po’ gli somiglia, il gestore di un bar burbero e bonario, sempre pronto a liquidare con una battuta il rompiscatole di turno ma anche a dispensare consigli ai più giovani, a renderli consapevoli dei loro diritti e delle lotte per conquistarli. Arriva invece in accademico ritardo come ogni diva che si rispetti Serena Grandi che nel film è impegnata nel ruolo della madre di Freccia. Si posiziona in fondo al corteo, sorridendo prima e durante le riprese al fianco del simpatico Ottorino Ferrari, l’agricoltore medium noto per le prediche in stile Hyde park corner e le registrazioni di voci che giura provengano da paradiso e inferno. Nel film il Liga gli ha assegnato una scena ad hoc: quale occasione migliore per Ottorino per carpire le voci provenienti dall’aldilà? Volti più o meno noti, attori e comparse, tutti quanti vengono diretti dal rocker correggese che sembra disinvolto negli insoliti panni di regista, anche ieri in tenuta sportiva. Per Ligabue l’incidente sul set di un mese fa è ormai un lontano ricordo. «E’ davvero molto attivo ed ha le idee chiare – conferma Luciano Federico, attore ne “I ragazzi del muretto” che nel film interpreta il fondatore di Radiofreccia – pensare che all’inizio ho dovuto cancellare l’immagine che avevo di Ligabue, un idolo per me, al fine di poter lavorare al meglio: ebbene non ci sono stati problemi poichè Luciano si è subito posto in modo molto diretto». Oggi più che mai Liga si trova “tra il palco e la realtà”. Perchè quella del borgo, della fine degli anni Settanta, dei ragazzi coi loro problemi e le loro aspirazioni, le disillusioni e la voglia di ripartire, è il racconto della fantasia al potere. Come una radio libera. Quando la cinepresa entra in azione puntata sul funerale il silenzio dura il tempo di un sorriso sulle note della banda cittadina “Luigi Asioli”: “Can’t help falling in love” è il motivo, Elvis naturalmente.
Stefano Santachiara
GAZZETTA DI REGGIO