Una breve riflessione dopo l’intervista di D’Alema al Corriere della Sera: http://www.corriere.it/politica/14_novembre_29/d-alema-renzi-lasci-terza-via-bisogna-riscoprire-stato-dac59766-77b8-11e4-8006-31d326664f16.shtml
Malgrado un’autocritica poco approfondita sui gravi danni cagionati dall’impronta neoclassica e dalla tendenza allo svuotamento democratico impartita dalla Terza Via, sebbene permanga la contraddittoria rivendicazione di privatizzazioni e precarietà del mercato del lavoro spalmate dai governi di centrosinistra, un elemento esibito come fattore d’orgoglio e di modernità quando si tratta purtroppo della sottomissione al pensiero dominante e alla manipolazione lessicale del termine “Riforme”, antropologicamente finalizzate al progresso sociale, e benchè i risvegli tardivi sulle strategia del capitalismo battente bandiera renziana assumano un retrogusto di convenienza, Massimo D’Alema ha fornito un contributo importante. Francamente, non si possono equiparare le tardive riflessioni, soppesate col rigore e col coraggio dell’analisi keynesiana e socialdemocratica (fuori tempo, forse non massimo) che sfida i dogmi e le protervie del Potere, con lo stuolo di voltagabbana che popolano i ceti dirigenti e digerenti economici, istituzionali e politici. La storia di ciascuno, della comunità e delle idee da cui ha attinto e con le quali si è formato, mantiene il suo peso. Tantomeno possono confondersi i dibattiti reali col depistaggio costante dei poteri mediatici, finti avversari che attuano la “shock, ordinary, light disinformation” inculcando modelli diseducativi, caricando le menti dei lettori di polemiche personali e sovrastrutturali per evitare la questioni fondamentali socio-economiche e occultare la continuità cosmetica gattopardesca del sostegno alle maschere politiche di turno: prima a Berlusconi (per bloccare la Sinistra ancora non rieducata all’atlantismo e alle tecnocrazie liberiste) poi a Prodi, Monti e Renzi. La spinta propulsiva dell’avvenire non si costruisce con l’esclusione e coi giudizi sommari ma attraverso la continua empirica contaminazione dei saperi e delle esperienze.
P.S: Alcuni dei temi dell’intervista di D’Alema, e proposte come l’abolizione della concorrenza fiscale nell’Unione europea, erano stati trattati nel paragrafo del mio libro “Calcio, carogne e gattopardi” che avevo deciso di diffondere gratuitamente. Lo ripropongo qui: https://www.facebook.com/Santachiarra/posts/783186981727711