Piccolo incipit al ritratto di Rosy Bindi sul prossimo numero di Left Avvenimenti. Non riguarda la nuova polemica relativa alla divulgazione dei candidati “impresentabili” e in particolare del neo governatore della Campania Vincenzo De Luca che rimbalza da giorni su tv e giornali con mille distinguo di giuristi, politici, cronisti di giudiziaria, scrittori, blogger. La mia opinione si riduce a due semplici concetti, ovvero che la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi, consigliata da esperti in materia, è consapevole di agire nei limiti della legge ma restano pesanti anomalie: regolamentari (chè le leggi sono migliorabili, dal codice di Hammurabi a Giustiniano ad oggi) per la confusione tra fattispecie di reato non legate alla mafia, l’opportunità per la tempistica inedita con cui sono stati diffusi i nomi, senza una discussione collegiale e alla vigilia del voto amministrativo; in generale per la diversa sensibilità rispetto a chi, come il martire Cesare Terranova, giudice e deputato comunista, nel 1976 ammoniva dal considerare la “Commissione un giustiziere del Re”. Assodata la sospensione di De Luca (scatterà in base alla legge Severino per la condanna in primo grado per abuso d’ufficio, e al codice dell’Antimafia per i processi in corso), vi lascio volentieri continuare la Fiera dell’Est che vede Bindi criticata dai renziani (assieme a Cantone, Saviano, ect.) che l’hanno eletta e la terranno ben stretta, denunciata dal governatore De Luca che a sua volta è denunciato dal Movimento 5 Stelle. Che al mercato mio padre comprò. Nessuno rischia poltrone sino alle prossime elezioni (sul mio sito troverete chi ha appoggiato Renzi 2018 fino all’insediamento) ma il tormentone è destinato a durare con garanzia di visibilità e affermazione di identità fintamente contrapposte a danno di chi, su tv e giornali, non compare (come la vera sinistra che sta cercando di rinascere fuori da sigle e personalismi testosteronicocratici). A proposito di rinnovamento: ci si ricorda che la presidente Antimafia pareva a fine carriera durante la martellante campagna di Renzi per l’azzeramento della classe dirigente del centrosinistra? Il sindaco fiorentino, sapendo di guadagnare consensi soprattutto a sinistra, sventolava spesso il nome Rosy Bindi. Bene, ho già anticipato fin troppo sulle convergenze parallele dei due “catto-anticomunisti”. Chi fosse interessato alla storia mai scritta di Bindi legga Left da domani in edicola e da oggi, per gli abbonati, sul sito: http://www.left.it