Eppure è semplice, rispondere alla comunicazione via e-mail relativa alla presentazione ufficiale di un nuovo libro, sopra tutto se quella comunicazione è stata spedita direttamente ai responsabili delle pagine culturali dei quotidiani e dei periodici. Anche se a farlo non è il grande editore che concorda le recensioni con i succitati mezzi di comunicazione generalisti. Altrettanto semplice é comprendere il rilievo pubblico delle questioni trattate in Socialfemminismo (441 pagine, Digital Press, 19 euro https://www.amazon.it/SocialFemminismo-contribuito-Storia-censurate-scritta-ebook/dp/B01LZH4NMN) a prescindere dalle considerazioni di merito e dalle benvenute critiche che potranno dispiegarsi.
Il testo è stato presentato venerdì 3 febbraio in prima nazionale presso l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Ferrara. Lunedì 30 gennaio i succitati responsabili delle testate nazionali sono stati avvisati tramite posta elettronica della presentazione mentre altri colleghi conoscenti/amici erano già stati messi a parte della pubblicazione nei mesi precedenti. Nessuno ha ritenuto di ringraziare per il dono del libro, neppure di fornire una sillaba di risposta.
Eppure. Il libro d’inchiesta “I panni sporchi della Sinistra” (Chiarelettere, Pinotti e Santachiara, 382 pagine, 2013) ricevette recensioni su Sette-Corriere della Sera, Micromega-Repubblica, Fatto Quotidiano, Il Giornale, Panorama, Libero, Giornale di Puglia, Gazzetta di Reggio Emilia, Corriere del Mezzogiorno, Corriere del Ticino, i siti Articolo21, La Voce di New York, Linkiesta, Lettera43 e altri.
Interrotto il rapporto con Il Fatto Quotidiano, su suggerimento dei colleghi Francesca Fornario e Luca Sappino, scrissi in tre mesi il libello “Calciopardi”(autoproduzione, 158 pagine, 2014), ricevendo inviti a festival letterari e a collaborare con Left Avvenimenti, che assieme a Huffington Post e Linkiesta dedicò una recensione ai “Calciopardi”.
Ora, il terzo libro, non riceve neppure risposta. Come si può desumere scorrendo le tematiche, non si tratta di una fatwa personale ma di una censura continuativa di carattere sostanziale che riguarda i contenuti e le protagoniste del libro, protagoniste del passato e del presente.
Si riportano quindi i commenti di persone che hanno già avuto modo di leggere Socialfemminismo
“Un saggio importante di cui abbiamo bisogno, anche fuori dall’Italia”
(Barbara Ann All,UN Women, UN NGO Committee on Disarmament, Peace and Security, National Human Rights Commission Bangladesh),
“Esempio di giornalismo letterario, da leggere due volte per coglierne appieno la profondità”
(Paola Castagnotto, presidente Donne e Giustizia),
“Competenza e disponibilità al confronto su temi importanti e di alto valore” (Annalisa Felletti, assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ferrara),
“Grande lavoro di ricerca, valore aggiunto fondamentale nel discorso pubblico”(Luisa Gabbi, capa ufficio stampa presso il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture),
“Studio sulla memoria femminile censurata dal patriarcato, sguardo sul futuro che è sempre più donna, in economia ecosostenibile, digitale, diritto”
(Nino d’Eugenio, antropologo),
“Un saggio ricco di nuovi spunti e molto stimolante”
(Grazia Francescato, Rivolta femminile, Effe, presidente Wwf, portavoce dei Verdi, prima donna a capo di un partito di sinistra in Italia),
“Testo universitario”
(Stefania Mininni, sostituta procuratrice presso Procura della Repubblica ddi Lecce).

Annunci