Uscirà in autunno, assieme al film, il romanzo ‘Il pastore e la strega’: stasera un’anteprima

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Capitolo III

Nel capannone degli attrezzi del fabbro una decina di persone stava discutendo animatamente. Il progetto di Silvio avrebbe dato lavoro nel periodo dell’anno in cui sull’isola manca la risorsa del turismo. Tuttavia alcuni, senza sospettare minimamente dello smaltimento illecito dei rifiuti, già avevano notato le pesanti ripercussioni ambientali del progetto di cementificazione. “Avanti, spostiamo i camion che dobbiamo ricevere i materiali entro sera”. Uno dei lavoratori più giovani non partecipava alla discussione, stava battendo col martello sul ferro con costante impegno. Il titolare dell’azienda, Duillio, gli si avvicinò con aria torva. “Sei ancora a metà? Più svelto Emanuele, più svelto”. Il ragazzo non rispose, proseguendo in modo leggermente più veloce. Faccia pulita, capelli corti e sempre ordinati, occhi scuri, fisico atletico e altezza oltre la media anche se passava un terzo della giornata piegato a lavorare.

Lele: “Ma avevi detto che potevo staccare prima oggi… “.

Duillio: “Se prima non finisci te lo scordi”.

Lele:“Mia cugina compie gli anni… “.

Duilio: “E mia zia li ha fatti il mese scorso, allora? Se non finisci entro mezzanotte ti licenzio, intesi?”

Il padrone uscì sbattendo la porta, due operai lo seguirono chiedendogli lumi sui materiali in arrivo. Emanuele rallentò il ritmo, pian piano progressivamente fino a fermarsi. Gettò il martello sul bancone da lavoro. “Pimpulupampulupalimpampù”. La filastrocca che gorgheggiava da piccolo, quando giocava fra gli animali della fattoria di famiglia, gli echeggiava immaginifica. Dalla vetrata alta del grigio capannone, fra le assi di ferro e le lamiere, l’olio e la polvere, sognava la montagna: le capre felici che si rincorrono fra i rigogliosi alberi ricchi di foglie e di profumi, sostenuti da una terra fortemente mineralizzata, luccicante nelle facciate di granito riflesse dal sole. Non vi era mai salito, lassù a mille metri di altezza. Forse perché era cresciuto in una famiglia molto povera di contadini, dove nessuno poteva permettersi il lusso di un’automobile né di perdere tempo in una escursione d’alta quota. Invero Lele era un bimbetto molto attivo, instancabile, che amava immergersi nella natura ad ogni occasione. Aveva cominciato a lavorare molto presto, ma neppure le lunghissime giornate nei campi a raccogliere l’uva e le olive avevano fiaccato la sua voglia. La sera, mentre genitori e zii, dopo una frugale cena al tramonto, si ritiravano nelle stanze, lui usciva al chiarore delle stelle. “Amavo contarle, ma erano così tante da perdere sempre il conto. Assegnavo a ciascuna un nome”. Con l’arrivo della bella stagione correva a perdifiato sulla prima collina, sovente cadeva o si rotolava volutamente per poi stendersi col naso all’insù, non di rado restava accoccolato nell’erba fino al sopraggiungere di Morfeo. Quelle dormite erano meravigliose, dense di sogni e di profumi. All’alba poi, rischiando di rincasare tardi e di prendersi una sonora sgridata, nelle giornate più calde, si tuffava nel grande fiume che sorgeva in montagna.

Anche adesso Lele avrebbe desiderato farlo. Sentiva l’unto sul viso, la polvere sotto la maglia della salute, era abituato a conviverci, come fosse una seconda pelle, parimenti il ferro battuto era la colonna sonora del film della sua esistenza professionale. Ma l’abitudine e la necessità nulla possono all’erompere dell’inconscio. Emanuele bramava di correre sulla montagna per fare ciò che in venticinque anni non aveva mai fatto: vedere il mare dall’alto, scoprire la sorgente di quel flusso d’acqua fresca delle sue aurore di libertà, attendere assieme il crepuscolo in attesa dello splendore galattico: il mare sotto, il fiume accanto, le stelle sopra. Di animali ne aveva incontrati diversi, soprattutto gli asini abbondavano fra gli agricoltori. Quei musi lunghi dal passo lento gli erano sempre stati simpatici. Non perché trasportassero il granito, le damigiane di vino e gli altri prodotti, ma per la loro intelligenza, dai più disconosciuta ma ben presente ai lavoratori della terra. Se un asino è stremato, per le dure fatiche o per il caldo eccessivo, non c’è ordine o scudisciata che possano convincerlo a riprendere il cammino. Aveva scoperto molto tardi, e in rare occasioni, le pecore e le capre, di cui aveva sentito tanto parlare. Era ghiotto del loro latte, che aveva sempre assunto in quantità smisurata da quando la madre aveva finito di allattarlo. Il liquido genuino e fresco era un toccasana per tutti gli abitanti, ma il numero dei pastori si era andato riducendo nel corso degli anni. Gli ultimi che ancora praticavano l’allevamento sull’isola non transitavano quasi mai per la zona della fattoria e del capannone dove si trovava adesso Emanuele. Quando capitava però che l’anziano pastore scendesse dalla montagna con l’asino e il cane, il ragazzo non mancava mai. In città i suoi coetanei avevano interessi più convenzionali, durante le cerimonie ufficiali facevano a gara per conquistarsi un posto in prima fila al passaggio dei campioni dello sport o per i soldati col pennacchio. Lui invece riusciva a percepire l’arrivo dell’allevatore e lasciava la zappa, incurante dei rimproveri dei cugini più grandi, per corrergli incontro. Dopo un saluto caloroso che riempiva d’orgoglio il pastore, l’attenzione di Lele si concentrava praticamente solo sulle pecore e sulle capre. I loro sguardi teneri e puri erano fonte di curiosità e allegria, ci si specchiava arrivando a sfiorare le loro testoline senza alcun timore. Seguiva poi le paffute amiche nei movimenti, chiedendosi quali erbe preferissero brucare e scatenando la propria immaginazione sulle relazioni sociali fra di esse. Sarebbe rimasto ad accarezzarle per ore, affondando le mani nella loro lana morbida e accogliente.

Emanuele, ripensandoci adesso, volava con la fantasia. Gli parve di sentire il calore delle coccole, i loro belati, e guardando fuori dall’alta vetrata del capannone vivificava le nuvole, disegnandole con la mente come arruffate caprette. Quando l’energumeno che stava all’interno, una sorta di addetto alla sicurezza dell’azienda, se ne uscì a fumare nel cortile, lui corse verso l’ufficio del titolare. Duilio era uscito per depositare alcuni documenti fiscali. Lele salì in piedi sulla scrivania per raggiungere una finestrella. Scivolò maldestramente su alcune fatture disseminate sul tavolo, dando una gran botta al ginocchio. Ma il dolore passò in un baleno, il tempo di contemplare lo spicchio di montagna sul cielo dell’isola. Con un salto degno d’un atleta olimpico si aggrappò al pertugio, trascinandosi lentamente ci si infilò con il capo. Malgrado fosse smilzo ci entrava appena, pertanto dovette spingere strofinandosi contro i lembi della finestra. La scelta era assolutamente irrazionale. Sarebbe potuto andare in montagna alla sera, dopo l’orario di lavoro, oppure, se il suo intento fosse stato quello di fuggire per sempre dal capannone, sarebbe bastato non ripresentarsi l’indomani. “Sicuramente avrei dato un dolore alla mia famiglia, ma il signor Duilio, che mi minacciava non di rado di licenziamento, non avrebbe fatto tante storie. Certo, mi avrebbe decurtato tutto il de… rubabile, ma mi avrebbe rimpiazzato senza problemi”. Allora perché quella fuga diurna? Davvero era così importante passare in pasticceria per comperare la torta di vino, pinoli e uvetta per la cugina? No, forse Emanuele aveva concepito in quel preciso istante ciò che desiderava realmente nel suo avvenire. “Pimpulupampulupalimpampù” disse volando fuori dalla finestra per atterrare sull’asfalfo.

Alex Ferrini, che nel film interpreta Emanuele il pastore

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Il pastore e la strega, le date dei cinema aggiornate

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Ecco l’elenco dei cinema che proietteranno Il pastore e la strega al 9 maggio 2023:

Cinema Nello Santi di Portoferraio: venerdì 6 ottobre

Cinema teatro Flamengo di Capoliveri, sabato 7 ottobre

Possibili repliche il fine settimana seguente

Cinema teatro Metropolitan di Piombino, lunedì 23 e martedì 24 ottobre

Cinema Castello di Fabbrico, giovedì 2 novembre e martedì 7 novembre

Cinema Moderno di Piacenza, venerdì 3 novembre e venerdì 10 novembre

Cinema Filmstudio 7B di Modena, martedì 7 novembre e mercoledì 8 novembre

Cinema La Perla di Bologna, venerdì 10 novembre, sabato 11 novembre, domenica 12 novembre

Cinema multisala Novecento di Cavriago, martedì 14 novembre e mercoledì 15 novembre

Cinema teatro Lux di Quistello, giovedì 16 novembre

Cinema multisala Eliseo di Cesena, giovedì 23 novembre

Cinema teatro Facchini di Medolla, venerdì 24 novembre

Cinema II Nuovo di Castelfranco Emilia lunedì 27 novembre

Cinema Zambelli di Boretto, giovedì 30 novembre

Cinema Lux di Fontanaluccia, venerdì 8 dicembre, sabato 9 dicembre, domenica 10 dicembre

Date da fissare in dicembre:

Cinema Sarti Faenza

Cinema Eden Carpi

Cinema Mignon Mantova

Cinema Grand’Italia Traversetolo

Cinema Filmstudio di Roma gennaio

Cinema Robegano di Venezia e Cinema Esperia di Padova febbraio

Grazie a tutti, buona continuazione!





Elba, semplicemente gioiosa

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Se dovessi scrivere dell’isola d’Elba, vorrei essere un poeta per esprimere ciò che non riesco a parole: la gioia. La scoprii tanti anni fa, ci tornavo qualche volta per il week-end o per una settimana se accumulavo qualche giorno di ferie e “di corta” dalla radio e poi dal giornale. Il motivo principale: adoro quelle rocce, che poi avrei incontrato solo nel Salento, quel mare, quei fiori di mille colori e profumi. Mi sembrava di trovare qui un pezzetto di ogni parte d’Italia, ma era come se l’isola promettesse un’armonia unica. Negli ultimi due anni l’ho frequentata per più tempo e quelle promesse sono state mantenute, perchè l’armonia non era dovuta al relax di una vacanza, ma ad una dimensione speciale che si vive anche quando si deve lavorare a ritmi piuttosto intensi, come appunto per la realizzazione del film ‘Il pastore e la strega’, che girammo da inizio aprile a fine giugno. Ho conosciuto tante persone diverse, isolane di generazioni, quelli che parlano un gergo toscano meno forte e marcato rispetto al classico fiorentino, cittadini nuovi, provenienti da varie parti di Italia e del mondo: tutte mi hanno trasmesso qualcosa di positivo, fotografi, operatori, attori, collaboratori e comparse, musicisti, viaggiatori, velisti, storici, pittori, pescatori, allevatori, forestali, veterinari, contadini. Per ultimi lo scorso settembre ho conosciuto i signori Montauti, discendenti del primo governatore di Cosmopoli (Portoferraio, che ha la bandiera dello stesso lapislazzuli della piazza di Firenze) Francesco Antonio. Dovendo raggiungere l’isola rapidamente per terminare il montaggio del film, avevo chiamato l’agenzia di viaggi Easy Elba, che mi propose un appartamento a Marina di Campo. Era di proprietà dei Montauti, che vivevano nelle due case a fianco: il sindaco Davide, i suoi genitori Viviana e Piergiorgio con “il cagnino”. I toscani hanno l’abitudine, questo a Pietrasanta come a Firenze, a Livorno come a San Miniato, a Siena come a Populonia (la Toscana è tutta stupenda), di chiamare le persone e gli animaletti con il diminutivo “ino-ina”, per cui capitava spesso di sentirsi salutare con “ciao Stefanino!”. A me non riusciva di rispondere uguale, ma lo trovo simpatico, è curioso che i toscani, insieme ai campani, siano i più bravi attori comici nel teatro e al cinema. Sull’isola questa abitudine è limitata agli animaletti come “il cagnino”. Ora sono tornato nella casetta dello scorso anno, in quella verde anziché in quella azzurra, a Lacona, più congeniale per il lavoro di prove nei cinema di Portoferraio e Capoliveri. Appena arrivato gli occhi si sono immersi nei fiori gialli e nelle rocce, poi sono stato al cinema teatro di Capoliveri per le verifiche del film, pian piano ho incontrato altri amici che suonavano la sera e i pescatori. Oggi, uscendo per fare compere, ho notato una frase di Leopardi in una targa appesa al cancello di un campo agricolo gestito dal gruppo degli ‘Orti di mare’, dedicata alle persone di valore che spesso hanno maniere semplici. Dopo aver concordato una nuova proiezione del film con il cineclub di Boretto, ho incontrato Piergiorgio Montauti a passeggio. Abbiamo fatto insieme un giro per Marina di Campo, ci ha raggiunto Davide, che è orgoglioso dei lavori effettuati, il campo sportivo e la pulizia dei canali, e anche per aver detto “no” a miliardari che pretendevano l’autorizzazione a costruire sulle coste incontaminate, ha anche detto no all’allargamento dell’aeroporto che avrebbe consentito di arrivare dall’estero direttamente a Marina di Campo. Non è comunque difficile raggiungere l’isola: se la donna per cui batte il mio cuore decidesse di venire sull’isola, può scendere all’aeroporto di Pisa e prendere subito un altro aereo per Marina di Campo, oppure io l’andrei a prendere con la macchina a Pisa e poi prenderemmo il traghetto insieme. E’ bello viaggiare in nave, anche la sera, ricordo il ritorno con la boat da Dover a Calais, reso meno malinconico da Cindy Connor e Michael Kent, una coppia di artisti giramondo. Piergiorgio e Viviana stanno insieme da ancora più tempo, 60 anni! Viviana ha un nome melodico, come quello di una principessa, i suoi occhi brillano ancora come quelli della foto da giovane, Piergiogio la ama come allora.

Dalla primavera in poi

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Nei prossimi mesi ho intenzione di recarmi su due isole. Prima mi recherò sull’isola d’Elba per lavorare alla programmazione del film ‘Il pastore e la strega’, di cui ora riassumo le date fissate con i rispettivi proprietati delle sale: https://www.elbareport.it/arte-cultura/item/59952-la-programmazione-nelle-sale-anche-elbane-del-film-il-pastore-e-la-strega-,-di-stefano-santachiara-girato-all-elba Oltre alle date citate nell’articolo di Elbareport sono state concordate 25-26 ottobre cinema Salesiani di Livorno, a seguire Sale Esse Firenze (fine ottobre data da definire), 7-8 novembre Filmstudio 7B di Modena, 15-16 novembre Multisala Novecento Cavriago, 23 novembre Eliseo Multisala Cesena, inizio gennaio 2024 Filmstudio Roma.

Adoro tutti questi luoghi, ma più di tutti, quando Francesco e Lazzaro mi hanno consigliato alcune sale nel Cilento, e Giulio Tammaro, un amico di Bagnolo Irpino, il cinema di Lioni, la mente è tornata ad un periodo particolare, quando fra l’Emilia, il Lazio e la Campania sognavo una nuova vita fatta di sceneggiature e libertà, di arte e amore. Lou Salomé si è rivelata poi solo un’utopia: in un teatro italiano, nonostante l’impegno di due compagnie teatrali, a causa dei mancati contributi economici da parte di Enti e Fondazioni, non è mai arrivata, neppure al cinema, pazienza, chissà in futuro! Però quel periodo era unico per qualcosa di molto più importante del lavoro. Si sente spesso dire che i momenti più belli sono nell’attesa, forse è proprio così, ma non di un’attesa generica del domani. Certo, anche le attese dell’ignoto e dell’avventura possono essere piacevoli, lo sono spesso state, ma quel periodo per me era unico perché unico era il viaggio che il ricordo dello ieri e l’attesa del domani stavano facendo insieme. Sì, il ricordo meraviglioso e l’attesa meravigliosa di un qualcosa che si può dire soltanto con gli occhi. Viaggiavo nell’aere fino a lei coi gabbiani del Tevere e per la Campania felix, ogni fiore sprigionava un profumo così intenso da avvertirlo oltre le narici, nel respiro, fino in fondo al cuore. L’attesa fu vana? Le mille e mille difficoltà sul cammino l’hanno resa impossibile? Io aspetterò dal 26 aprile di nuovo in un piccolo Castello, sull’isola d’Elba, e poi, in luglio, prenderò un treno per il Regno Unito.

Nuovo racconto: Il tesoro della regina

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Il nuovo libro ‘Il tesoro della regina’ sulle pagine di Articolo 21 https://www.articolo21.org/2023/02/il-nuovo-racconto-di-santachiara-il-tesoro-della-regina/

Per i lettori di questo scalcagnato blog, invece, un altro pezzetto del racconto:


Agnese e Sara passeggiavano lungo la piazza, come ogni giorno feriale si erano già alzate di buon mattino. In verità Sara, che non faceva tardi alle feste come l’amica con Andrè, nell’ultimo periodo aveva preso l’abitudine di svegliarsi all’alba anche nel week-end. Capitava così che andasse in periferia sotto il condominio di Agnese, un palazzone in stato di degrado, ormai abitato da poche famiglie, e suonasse al citofono prima delle fatidiche dieci. “Ma sono appena tornata da casa di Andrè, dai ci vediamo nel pome” si sentiva rispondere. Sara non demordeva, e con persuasiva allegria le chiedeva di salire per poterle preparare un caffè con la moka. L’arrugginita caffettiera dei genitori di Agnese era tutt’altra storia rispetto alla macchinetta che usavano nella sezione a loro riservata dell’ufficio del professore. Per Sara era un buon allenamento: saliva sette piani di scale senza ascensore, fuori uso da un paio d’anni a causa dei mancati interventi dell’amministratore di condominio, in perenne lite per questioni di bollette del gas e di raccolta differenziata. Incontrandosi, le due ragazze erano praticamente l’opposto: Sara col fiatone ma carica di energia, Agnese sbadigliante e pronta a rimettersi fra le coperte. Cosa che talvolta avveniva: “Non farmi il caffè, io dormo!”. “Sì sì…” rispondeva bugiarda Sara fingendo di andare al bagno. “Signora, posso?” chiedeva alla madre dell’amica in cucina a rassettare. Quando la giovane mattiniera entrava nella camera di Agnese, intorpidita ma ancora sveglia, metteva sul comodino la bevanda, invitante per aroma e consistenza, giacché aveva separato un poco di caffè montandolo con lo zucchero. Agnese lo sorseggiava con gli occhi semichiusi, restando attaccata alla tazza. “Stai bene coi baffi!” Le burle di Sara provocavano reazioni a catena. Il suo scopo poteva essere quello di uscire di casa anzitempo, soprattutto nelle giornate di sole, ma il mezzo era più avvincente del fine. Anche senza caffè, gli scherzi potevano diventare cuscinate, aggressioni di solletico o scalcagnate performance delle corde vocali che avrebbero dovuto somigliare vagamente alle canzoni preferite.(…)

Le ‘sis’ erano arrivate alla Pieve. La prima chiesa della città, di architettura romanica, si trovava a pochi metri dal retro del Castello. A separare i due edifici storici vi erano una piazzetta e, a lato, un piccolo parco. Il sole stava tramontando, col passare dei minuti la punta dell’alta torre campanaria assumeva sfumature cangianti incantevoli. Le ragazze naufragarono nella meraviglia insieme naturale ed artistica. Una dimensione diversa, grazie alla quale assaporarono minuscoli frammenti in passato scivolati via dagli occhi.

Sara: “Aquile, uccelli fantastici sui capitelli”.

Agnese: “Gli animali longobardi per eccellenza”.

Sara: “Li avevamo sotto il naso e…”

Agnese: “Guarda il bassorilievo”.

Sara: “Raffigurazioni sacre”.

Agnese: “Sai chi ampliò la Pieve dopo i Longobardi?”

Sara: “Chi?”

Agnese: “Matilde di Canossa”.

Sara: “Eh eh”.

Agnese: “Sei sicura che sulla foto di Johnny ci sia la mappa del tesoro?”

Sara: “Me lo sento. Avranno avuto qualche dritta ad alto livello, tipo agenti deviati”.

Agnese: “Mmm come fai a dirlo?”

Sara: “Quella è gente che non si muove senza certezze”.

Agnese: “Chiamiamo il commissariato”.

Sara: “E per dirgli cosa? Che hanno rubato una foto di mezzo secolo fa che non abbiamo mai visto e che una pergamena con scritto Thesaurus ci è stata rubata dal tuo fidanzato?”

Agnese, provando a telefonare: “Che nervi… sempre spento”.

Sara: “Einstein”.

Agnese: “A volte mi chiedo cosa… Cioè, non so nemmeno cosa ci tiene legati, forse il bisogno di non deludere i miei: lo considerano un fidanzato modello”.

Sara: “Devi essere tu stessa a guardarti dentro, in profondità…”

Agnese, distratta dal cielo di colore rosa del crepuscolo: “La persona che amo non si accorge neppure di me, tutta presa dalla sua voglia di vincere…”.


Le foto del libro sono firmate da Stefano Stradi






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Lou Salomè, thanks to everyone and see you soon

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Thanks to everyone who came to the art performances of Deborah Edgeley and Mark Sheeky in Congleton and Crewe libraries! On ‘Fall in Green’ youtube channel Mark will put the other parts of the first event ‘Lou Salomè Empathy with Daisies’

Here a moment before the performance in Crewe with Nan Walton, the major of the city:

Thanks also to the journalists who made us a surprise writing about the art performance of Deborah and Mark inspired by the book ‘Loving Lou Salomè’ :

Fatto Quotidiano (director Marco Travaglio) : https://mobile.twitter.com/marksheeky/status/1554753007295815682

Radio This is the Cat:

The book ‘Loving Lou Salomè’ is available in these libraries: Liverpool Central, Congleton, Crewe and from the next week in Fleetwood, quiet place of sea in which i’m staying in these days because the Blackpool train station is closed since yesterday morning. I will try on Sunday to take a train thinking of a butterfly of a thousand colors

The art performance ‘Empathy with Daisies’

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Here we speak English now 🙂

For the joy of the interested people who could not come to Congleton library last week and for the curious ones, Mark Sheeky in these days has been working at the videos of the art performance ‘Lou Salomè, Empathy with Daisies’.

Ladies and gentlemen, ‘A Freud’ s lecture’. With Deborah Edgeley, the poet Jane Harland, Mark Sheeky.

This is ‘Give me your pain’

Meanwhile we wait to see the other parts of the premiere(you will find it day by day in ‘Fall in Green’ YouTube), and prepare the next art performance at Crewe library (12 th august, 4 p.m.), Mark has done a video of my speech at the end of Congleton evening (no, my english…)

Lou Salomè, the performance in Great Britain

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A first great performance of the artists Deborah Edgeley and Mark Sheeky! ‘Empathy with Daisies’, poems with music inspired by ‘Loving Lou Salomè’, has flourished in Congleton library: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid08vmVKs5M8RuwooSDB92uf9swR1wvQHTTP8KnSgXGYYaUTg3UQCynMsKrwrRh8jmAl&id=559402499

The video of the performance will be made public by Mark soon. The artists are planning other evenings starting from Crewe 12 august.

The book ‘Loving Lou Salomè’ is available in Congleton and Crewe libraries and, from next week, in Liverpool Central Library.

Who needs informations about the performance and my book can write to the mail address: stefsantachiara@gmail.com

My phone number is 0039-3534121670

‘Ritorno a Elsinore’, la magia del destino

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Immaginate che Amleto non sia morto, che sia stato salvato da un medico, sopraggiunto assieme a Fortebraccio pochi istanti dopo l’avvelenamento attraverso la punta della spada di Laerte, ma che questa sua rinascita avvenga con la perdita della memoria. E’ l’idea geniale di ‘Ritorno ad Elsinore’, romanzo e sceneggiatura di Sebastiano Privitera, autore siracusano residente a Reggio Emilia, dove ha fondato l’associazione ‘ Di Prosa in Prosa”. Negli ultimi anni Sebastiano ha portato in scena commedie di Eduardo, Goldoni, Pirandello (integrando anche la novella ‘La casa di Granella’), e adesso mi onora della riduzione teatrale di ‘Lou Salomé’. Ho letto tutto d’un fiato ‘Ritorno ad Elsinore’, preso per mano dalla curiosità crescente e dalle sorprese di un mosaico meno sanguinoso dell’Amleto, dove i rapporti umani si fanno più profondi nell’intreccio delle storie di una compagnia teatrale e della corte di Danimarca. Mi hanno colpito la ricchezza linguistica, essenziale e originale, i passi dell’Iliade e della Divina Commedia, la dimensione familiare ed assieme evocativa degli avvenimenti, effettivamente cinematograficizzabili, la cura dei personaggi nelle sfumature psicologiche, anche le più impercettibili e mutevoli. Il Teatro qui incrocia le durezze della vita, smussandole con fantasia e delicatezza, evitando le lusinghe e le insidie dell’ambizione con i suoi strabilianti trucchi, ma lo scopo è solo la verità. Cioè il disvelamento di se stessi, quand’anche una fitta coltre di segreti, malintesi e convenzioni annebbia le emozioni baciate dalla magia del destino. Il semplice e puro volersi bene aguzza l’ingegno e schiarisce tutto, “stella salente” come un fiore che sboccia anche al freddo.

Il romanzo “Ritorno ad Elsinore”

P.S. Oggi il programma ‘Linea Verde’ di Rai1 ha mandato in onda immagini di Ostuni (Brindisi) dando una notizia: al contrario di tanti personaggi famosi che hanno pubblicizzato più volte e in modo artificiale altre zone d’Italia, la cantante Madonna ha festeggiato il suo ultimo compleanno nella città bianca. Madonna, che adoro da quando il suo concerto di Firenze del 1987 fece da sottofondo alla nascita dei micini della mia prima gatta, ha cantato in un ristorante di Ostuni insieme alla band, agli amici e al fidanzato il successo di Domenico Modugno, “Nel blu dipinto di blu”. La sua vecchia canzone “True blue” sarebbe una dedica triste soltanto se fosse stato un addio, ma sarebbe meravigliosa se fosse un arrivederci. La notizia è del 20 agosto 2021, mi era sfuggita perchè in quei giorni casualmente eravamo impegnati nelle letture recitate a Lido di Camaiore, inserite due giorni dopo sul mio canale Youtube, un momento di gioia e libertà.
https://www.lapresse.it/spettacoli/musica/2021/08/20/madonna-a-ostuni-canta-bella-ciao/

I luoghi dei nuovi progetti

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Da gennaio in Emilia Romagna organizzazione e prove dello spettacolo a Teatro sulla vita di Lou Salomè, il regista Sebastiano Privitera, fondatore dell’associazione ‘Di prosa in prosa’, curerà la riduzione teatrale della mia sceneggiatura.

28 gennaio, terza dose di vaccino

Milano, incontro con Ferruccio Pinotti, co-autore del libro inchiesta ‘I panni sporchi della sinistra’

Roma, presentazione del documentario di Sabina Guzzanti ‘Spin time, che fatica la democrazia’

Bologna, presentazione dello spettacolo di Marco Travaglio, “Il Conticidio dei migliori”

Da aprile a giugno isola d’Elba, realizzazione del film ‘Il pastore e la strega’ con Gennaro Squillace, actor coach, Roberta Madioni, costumista, interpreti Florencia da Rold, Alessandro Frugis, Paolo Mancusi, Gina Petricciuolo, Lara Elena Deiana, Alex Ferrini, Giancono Cammarano, Giuseppe Greco, Manuela Cavallin, musiche di Stefano Naldi e Antonio Sessa, montaggio di Francesco Guida

Pubblicazione del romanzo ‘Il pastore e la strega’

Street artist, cortometraggio da realizzare a Bologna

Estate: in Italia presentazione de ‘ La purezza del serpente’ assieme ad Angelo Martinelli, giudice e giallista, presso la Biblioteca di Piozzano, coordina la responsabile Raffaella Brignoli

In Inghilterra organizzazione di letture tratte dal libro ‘Loving Lou Salomé’ (traduzione in inglese di Angelika Malenkina): l’idea, nata a dicembre con Deborah Edgeley e Mark Sheeky, è di integrare i dialoghi e le poesie con la musica, speriamo di realizzare l’evento già questa estate a Crewe nell’ambito di ‘Fall in Green’ https://deborahedgeley.com/fall-in-green
Anche altri artisti, se interessati, potranno recitare Salomé in altre città della Gran Bretagna
P.S. Il viaggio in Gbr sarà in treno, con sosta a Parigi, e in traghetto

A settembre ritorno a Castellabate per lavorare con Francesco Guida al montaggio e alle musiche, composte da Stefano Naldi, del film ‘Il pastore e la strega’. Poi Venezia, Firenze, Roma

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