Nuovi guai per Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio risulta indagato per vilipendio dell’ordine giudiziario in relazione agli epiteti rivolti alla magistratura. Il fascicolo è stato aperto a Modena dal pm Enrico Stefani a seguito dell’esposto di un cittadino che raccoglie frasi come toghe “cancro da estirpare” e “associazione a delinquere”. Il sostituto procuratore di Modena ha iscritto sul registro degli indagati Berlusconi ipotizzando il reato all’articolo 290 del codice e trasmesso gli atti alla procura di Monza. La competenza territoriale, nell’impossibilità di localizzare un luogo specifico per le esternazioni del premier su televisioni e giornali, italiane ed estere, è stabilita in subordine dalla residenza dell’indagato, Arcore, nel distretto giudiziario brianzolo. Si tratta di un trasferimento di carte che non entra nel merito dell’esposto, ma neppure ne dispone l’archiviazione immediata come era avvenuto in altre Procure. In questi mesi alcuni cittadini avevano denunciato Berlusconi per comportamento “gravemente lesivo dell’immagine e dell’attività svolta dalla magistratura italiana”, invitando a valutare “i reati di vilipendio e di tentativo di eversione contro lo Stato”. Tra questi Paolo Vaccari, ambulante modenese che all’inizio di maggio ha raccolto alcune dichiarazioni del premier: “Silvio Berlusconi – si legge nell’esposto – si è pubblicamente riferito alla magistratura italiana come a toghe rosse, talebani, eversori, brigatisti, associazione a delinquere, cancro da estirpare”.
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