Stefano Santachiara, giornalista d’inchiesta

Tangenti per testare apparecchiature su pazienti-cavie. L’operazione “Camici sporchi” che ieri ha portato all’arresto di nove cardiologi per interventi al Policlinico di Modena e di Tor Vergata scoperchia la nuova frontiera degli scandali della sanità italiana, quella delle sperimentazioni prive di autorizzazione. L’indagine del Nas dei carabinieri era partita nel marzo 2011 a seguito degli esposti del presidente dell’associazione “Amici del Cuore”, Giovanni Spinella, e del segretario del Codacons, Fabio Galli, che puntavano il dito sul reparto modenese di Emodinamica per 4 morti sospette e 12 casi di invalidità dovute a complicanze. La commissione voluta dell’assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna Carlo Lusenti evidenziò criticità su 46 cartelle cliniche ma nessuno avrebbe immaginato il quadro a tinte fosche ricostruito dall’inchiesta del pm Marco Niccolini. UN GRUPPO di 68 dottori, ricercatori, manager e rappresentanti delle multinazionali del biomedicale sono indagati a vario titolo per associazione a delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, truffa, falso e uso illegittimo di cadavere.

ll punto di riferimento è considerato Giuseppe Sangiorgi, medico originario di Cassino che dirigeva il reparto modenese di Emodinamica, da ieri in carcere. Ai domiciliari sono finiti la sua responsabile Maria Grazia Modena, i ricercatori Simona Lambertini e Andrea Amato, i medici Alessandro Aprile, Giuseppe Biondi Zoccai e Vincenzo Luigi Politi. Quest’ultimo è l’unico cardiologo oggi in servizio al Policlinico di via del Pozzo, eccellenza sanitaria nazionale ora infettata dal virus della corruzione. Dal 2009 avrebbero impiantato sugli ignari pazienti palloncini biomedicali per allargare le arterie ostruite, denominati Stent, prodotti da 12 ditte italiane, europee e statunitensi colpite ieri dal divieto di contrattare con la pubblica amministrazione. Il comandante del Nas di Parma, capitano Angelo Balletta, spiega che “in molti casi i materiali erano di scarsa qualità”. Secondo l’accusa il corrispettivo delle sperimentazioni effettuate bypassando il controllo del Comitato etico e mediante la creazione di false cartelle cliniche, si sarebbe concretizzato in 15 offerte speciali ai ‘ camici sporchi’, dai 10 ai 40 mila euro: dal pagamento di convegni e pubblicazioni scientifiche al meccanismo più sofisticato di donazioni a tre associazioni di volontariato. Ad esempio, la onlus romana Endovascular risulta avere come unica attività quella di collettrice del denaro. La sede è in piazza Venezia, allo stesso indirizzo dell’agenzia di recupero crediti riconducibile al medico Fabrizio Clementi, ai domiciliari assieme all’anatomopatologo Alessandro Mauriello, entrambi in servizio a Tor Vergata. Nel Policlinico romano si sarebbero svolti studi autoptici privi di autorizzazione su cuori di suini inviati dalla Polonia e su pazienti deceduti. Il sistema si autoperpetuava anche grazie ad assunzioni irregolari di contrattisti o truccando i concorsi pubblici. In un caso il professor Sangiorgi avrebbe anticipato via posta elettronica le domande ad un candidato.
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