Il film su Lou Salomè, coincidenze (o boicottaggio) in pillole

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A questo punto, dato che gli sforzi dei produttori della cerchia di sinistra per impedire la realizzazione del film Salomé sono tantissimi, é necessario un breve riepilogo.

Due premesse. 1) Tenete conto che non si sta facendo una gara a chi é più bravo, un passatempo, né uno scontro tra il sottoscritto Davide e lormille Golia, né una questione di mera ricerca di visibilità (non ho chiesto alcuna recensione ai giornali italiani, anche perché non saprebbero cogliere il senso profondo della vita di Lou Salomé, le fini sfumature, il suo spirito) ma del fatto che il mio lavoro di ricerche, studi e creazione di questi tre ormai quattro anni (dal romanzo biografico ora esposto nell’edizione inglese anche dal giornale di poesia Inkpantry nel Regno Unito, sono tratti la sceneggiatura cinematografica e il video di presentazione del soggetto https://stefanosantachiara2.wordpress.com/2018/12/08/salome-on-inkpantry/) chiede solo di poter nascere. Sempre più persone, professionisti del mondo del cinema e spettatori, lo stanno aspettando.

2) I fatti riportati sono documentati da telefonate, mail e messaggi. La battuta che oggi mi ha regalato una collaboratrice rispetto ai soliti troll che insinuavano dubbi su questi documenti, riassume un po’ i miei anni da giornalista d’inchiesta:”Ma signori della cerchia della sinistra, sí proprio quella che tramite la politica e i finanziamenti pubblici comanda o condiziona pesantemente editori, media e mondo della cultura fra cui appunto i produttori del cinema, non vi sono bastate le badilate prese in questi sette anni di persecuzione di Santachiara? Avete perso tutte le querele giunte nelle redazioni dove lavorava e la vergognosa causa milionaria, intentata dalla Coop legata al sindaco Pd imputato col boss, per lo scoop rivelato a Report del primo caso di rapporti fra Pd e’ndrangheta. Lo avete impoverito e danneggiato, avete cercato invano di etichettarlo con l’inganno e arruolarlo (i merdolini del capo dei partiti italiani, D’Alema, gli consentono di lavorare solo come kamikaze contro i loro nemici dell’area Travaglio, noto sbocco mediatico della potente polizia deviata) ma il suo bestseller ‘I panni sporchi della sinistra’ resta la prima grande inchiesta nazionale sulla vostra cerchia. E non vi basta ancora, volete impedirgli di lavorare dove meglio riesce!” Link alla maxicausa contro Gabanelli e il sottoscritto, unico senza tutela legale: http://www.newspedia.it/report-addio-con-vittoria-giudiziaria-di-gabanelli-e-santachiara/

e al bestseller scritto con Pinotti http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/i-panni-sporchi-della-sinistra-9788861904279.php

Ecco, tralasceró ogni riferimento al passato e purtroppo presente delle due cerchie che si fanno la guerra sulle vite degli altri e continuano a infastidirmi per esporre solo i fatti relativi a Salomé (esibiró le prove su Fb dove é possibile allegare screenshot).

1) Quando ho annunciato l’intenzione di realizzare il primo film italiano sulla vita di Lou Salomè dal mio romanzo, dopo una magnifica serata di letture e musica alla fiera dei libri meridionali (https://m.facebook.com/Santachiarra/photos/a.622771517769259/1973938049319259/?type=3), una collega che lavorava al giornale dalemiano ‘Il Riformista’ mi ha contattato su LinkedIn per dirmi che lei aveva già realizzato un corto su Lou Salomé. Tentativo di scoraggiarmi o verità? Peccato sia sparita senza rispondere e senza documentare nulla. Tanti altri soggetti tutti di sx mi hanno contattato in varie forme, alternando ridicole volgarità (“voglio il tuo libro, quant’é?, ok dai hai fatto giornata!”) riflessioni interminabili fuori tema ma anche manipolazioni tese a screditare Salomé (sulla mia bacheca Fb:”E’ un saggio non un romanzo (…) Salomé non faceva che copiare dai grandi uomini (…)” e deliri antisemiti.

2) Incontri di persona. Sorvolo su intermediari vari e cito l’esempio di quattro registi/produttori di ambedue le cerchie. Una produttrice cilentana, Elena De Santis, si diceva interessata in estate, con tanto di idee chiare sugli attori “Lou Salomè é Anna Valle”, ma si é volatilizzata. La regista Marina Polla de Luca si é attivata di recente parlando di ben due produttori interessati ma poi ha evitato accuratamente di rispondere alla mail contenente il mio lavoro e di inviarmi le poche righe concordate telefonicamente. Un produttore pavese, Fabio Re, si é fatto avanti su Facebook, dopo aver udito la parola contratto ha affermato che ne avremmo discusso davanti a un tavolo e che dopo le feste mi avrebbe contattato: sparito. Una produttrice pescarese, Maria Aulicino, si é detta interessata ma, non appena ha sentito parlare di contratto, ha tirato fuori domande su cosa mi ha spinto a studiare Salomé e come mi sono imbattuto nella sua biografia, informazioni a suo dire “necessarie”, come non fosse esaustivo il materiale (romanzo, sceneggiatura di 100 pagine, e il da lei apprezzato video che fra l’altro spiega proprio del mio “incontro letterario con Lou” del 2015 prima dei 3 anni di studi e ricerche) inviatole. Sempre riguardo al video di presentazione, cioé quello che aveva spinto la stessa Aulicino dopo la visione su FB a dichiararsi interessata, ha aggiunto, accorgendosene poi, che il video é in forma di documentario e quindi che se si trattasse di un documentario non sarebbe interessata. Preciso: nessuno ha mai ipotizzato di realizzare un documentario. Infine, riguardo al contratto, ha spiegato che A) di solito non si acquisiscono i diritti di un romanzo biografico di un personaggio già noto al pubblico. Ah no? Un romanzo biografico in forma di commedia é frutto di un lavoro di creazione, sintesi, collegamento, adattamento di alti e complessi scritti autobiografici, opere e carteggi relativi a Salomé, Nietzsche, Rée, Rilke, Freud eccetera. E’ il primo romanzo biografico italiano in a play form dedicato a Lou Salomé, per intenderci: prima di fare un film su di lei si deve passare dai 3 anni di mio lavoro, molto gradito da lettori europei e americani, attori e tecnici del mondo del cinema che continuano a proporsi per il film sulla pagina Facebook.

B) per i diritti della sceneggiatura, sempre secondo Aulicino, il contratto può essere firmato solo dopo l’avvio del processo produttivo dell’eventuale lungometraggio. Ergo, secondo questa logica, un autore-sceneggiatore (l’unico che ha lavorato fino a questo momento) dovrebbe attendere un imprecisato processo produttivo sul suo lavoro prima di avere un pezzo di carta che lo garantisca. Molto interessante, da raccontare per la pubblica rilevanza e la continenza. Se qualcuno di questi signori vuole querelarmi con i propri avvocati non ho tutela legale e può rovinarmi solo costringendomi alle spese legali, ormai sono abituato dopo la causa milionaria targata coop Pd.

3)Ma partiamo dall’inizio per inquadrare il modus operandi della cerchia dei produttori dipendenti dai finanziamenti pubblici o direttamente dai placet dei partiti politici. All’alba di settembre iniziai a contattarli. Enzo Porcelli e Paolo Ansaldi della 121 distribution risposero subito, e allo stesso modo, per primi, e chiesero il PDF della sceneggiatura garantendo un riscontro in pochi giorni. Stranamente tutti gli altri produttori contattati nella stessa giornata e in quelle seguenti tacquero. Nessuno rispose eppure, se 2 su 2 si interessano, é praticamente impossibile che altre centinaia tacciano a vita. La produttrice indipendente Luisa Porrino più avanti si é soffermata sull’alto livello della sceneggiatura ma dicendosi non in grado di realizzare il film per ragioni economiche. Porrino ha parlato addirittura di un minimo di 10 milioni di euro. De Santis, per dire, di 800mila.

4) Porcelli torna a farsi vivo (Ansaldi non pervenuto) due mesi più tardi, a mezzanotte, proprio nella giornata in cui le mie collaboratrici sul profilo Facebook di Salomè pubblicano l’intervista in cui ricordo (memore del passato) che sarebbe uno scandalo se tutti i produttori condizionati dalla cerchia di sinistra impedissero la realizzazione del film. Producono migliaia di pellicole di ogni genere, livello (Casanova avvia sette progetti in un anno) e investimento, diversi non arrivano nelle sale ma possibile che alla mia Lou sia vietato anche solo di provare? L’amico libraio Vito Briamonte fu contattato dalla Delta di Napoli per realizzare un film tratto dal suo romanzo, un giornalista di una tv locale cilentana vanta 102 film, un vendoliano di 22 anni fu mandato a girare un documentario sulle trivelle pugliesi e da allora lavora senza sosta, potrei continuare all’infinito). Porrino parlava di “10 milioni di investimento” per Salomé ma assicuro che con una squadra di giovani attori e tecnici non si arriva certo a quella cifra. Porcelli lo sistemo qui: https://stefanosantachiara2.wordpress.com/2018/12/09/nuova-rubrica-il-produttore-risponde-si-fa-per-dire/

5) In dicembre decido di effettuare la seconda tornata di mail ai produttori allegando per la prima volta la sceneggiatura e il romanzo anche nell’edizione inglese. Il primo contattato nella giornata di martedì, Alessandro della Wanted, anche questa volta risponde subito. Tutti i produttori contattati dopo di lui da martedì a giovedì tacciono, proprio come a settembre. Mentre indugia nei convenevoli Alessandro mi comunica che tra alcuni mesi distribuirà il film tedesco di tre anni fa, “Salomè: the audacity to be free”, doppiato in iitaliano. L’improvviso interesse dei produttori italiani, cosí come la recente esposizione in primo piano a Feltrinelli Roma di una vecchissima biografia di Peters (fino allo scorso anno impolverato nei piú introvabili scaffali), é stranamente fuori tempo massimo: il film in Germania del 2016 era stato distribuito nell’ottantesimo anniversario della morte di Salomè (1861-1937), in Italia arriva due anni in ritardo in tutta fretta. Chissà perché. Tutte casualità sfortunatissime? Noi non molliamo, se si concorda ora la pianificazione del lavoro, fra produzione e distribuzione si arriva al 2021-22, sei anni dopo il film tedesco, ben diverso dalla mia sceneggiatura, che é il primo film italiano di fatto e, in assoluto nella sostanza, la storia che esprime l’autentico spirito di Lou.

https://stefanosantachiara2.wordpress.com/2018/12/11/la-trovata-boicottante-far-doppiare-il-film-tedesco-di-tre-anni-fa/

Cordiali saluti, signori produttori, dall’autore e da un numero crescente di persone che attende il film

 

 

 

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La trovata della cerchia: doppiare il film tedesco di 3 anni fa

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Mentre aspetto da tre giorni che una regista scriva la semplice mail concordata telefonicamente, si manifesta la seconda puntata de ‘Il produttore risponde’.

Stamane ho iniziato a spedire la seconda tornata di mail (la prima  fu a settembre) con la proposta alle case di produzione, delle quali riferiró in seguito. Come da previsione nessuno dei signori in questione ha inteso proferire ringraziamento per l’omaggio del romanzo, in italiano (edito in marzo) e nella edizione inglese (appena pubblicato https://stefanosantachiara2.wordpress.com/2018/12/08/salome-on-inkpantry/ ), del video di presentazione del soggetto(girato in ottobre) e della sceneggiatura (pronta da agosto). Nessuna risposta, nessun saluto, neppure un cenno: avranno avuto tutto il management affaccendato o si sono intascati il materiale fischiettando per simulare disattenzione? Chissà. Epperó l’accumulo quotidiano di prove (solo quelle sono utili, indi non menziono minacce, tentativi di raggiro, provocazioni, perdite di tempo inflittemi da personaggi di una o dell’altra cerchia) alla lunga dimostra lo scandalo nazionale senza precedenti: tutti i produttori, legati alla politica e/o ai finanziamenti pubblici come gli editori, i giornali, le coop e via seguitando secondo la “mia storia”, tutti assieme i produttori impediscono con un numero crescente di pretesti la realizzazione del mio film su Lou Salomè, il primo romanzo e la prima sceneggiatura scritti in Italia (nel 1977 uscí nelle sale ‘Al di là del bene e del male’ ma Liliana Cavani aveva reso co-protagonisti alla pari Nietzsche e Rée, romanzando il “triangolo amoroso”, per sua stessa rivendicazione di licenza narrativa, non afferente all’autobiografia di Salomé). Scandalo nazionale ancor più grave perché questi signori che producono ogni anno migliaia di film per cinema e televisione di buono, medio, scarso e scarsissimo livello, tutti insieme impediscono, oggi come domani, la nascita di un film che affonda le sue radici sul primo romanzo biografico italiano, ora nell’edizione inglese, e sulla sceneggiatura aderenti all’autentico spirito di Lou, dunque una novità assoluta nel nostro Paese.

Ed ecco che casualmente interviene un fatto nuovo. Il primo produttore cui ho scritto stamattina, non il quinto o il dodicesimo, proprio il primo, risponde subitaneo. La stessa cosa era accaduta con la tornata di mail di settembre: Enzo Porcelli (qui il nostro scambio  https://stefanosantachiara2.wordpress.com/2018/12/09/nuova-rubrica-il-produttore-risponde-si-fa-per-dire/ ) e un altro produttore della 121 Distribution poi sparito si dissero interessati a valutare il progetto per primo e secondo, cioè non il sesto e il trentaseisimo che ricevettero la mail, ma proprio solo il primo e il secondo in una manciata di minuti mentre tutti i seguenti tacquero, (ah che magnifiche coincidenze!). Dicevo, stamane il primo contattato risponde dopo pochi minuti con una mail di venti righe di convenevoli nelle quali afferma con nonchalance che un film sul soggetto Lou Salomè sarà distribuito dalla sua Wanted nelle sale italiane fra alcuni mesi. Se qualcuno, durante i tre anni di miei studi e ricerche su Lou Salomè, avesse avuto la stessa idea e l’avesse sviluppata prima, certo resterebbe il sospetto di qualche soffiata di “intelligenti spioni” ma non avrei potuto che accettare la coincidenza. Ma giacché non risultava da nessuna parte, sui siti degli stessi produttori che anticipano i film di prossima realizzazione o un testo del genere, ho chiesto al solerte produttore-anzi-distributore di spiegare meglio. Ed eccola, la notizia del giorno: qualcuno recentemente (Salomè é romanzo biografico e dialogico da molto prima: pubblicato nel marzo 2018) ha deciso di far doppiare il film tedesco dedicato a Salomé nel 2016, ‘The audacity to be free’. Un fatto decisamente insolito, considerato il disinteresse mostrato finora. Un fatto al di sotto di ogni sospetto: le celebrazioni per l’ottantesimo anniveesario della morte di Salomé(1861-1937) erano nel 2017 ma l’idea alla cerchia italiana é venuta dopo. Cioé proprio ora compare un maxipretesto per non far realizzare, a 41 anni dal non biografico lavoro della Cavani, il primo film italiano sulla meravigliosa vita di Lou Salomé, molto diverso anche dalla pellicola tedesca di tre anni fa. Tranquilli, che si tratti di un’altra vergognosa trovata per proseguire il mio documentato boicottaggio (2012-2018) o solo di una coincidenza, non fa differenza. In che senso? Nel senso che non molliamo di certo: iniziando a lavorare nei prossimi mesi il mio film non sarebbe pronto e distribuito nelle sale prima del 2021-22, a sei anni di distanza dal film tedesco.

Cordiali saluti produttori, da me e da un numero crescente di persone interessate al film:

 

Nuova rubrica: il produttore risponde (si fa per dire)

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Siccome ho appreso stupefatto dell’indignazione di una produttrice per la pubblicazione della sua risposta via mail (un “fatto quotidiano” presso ogni giornale, radio e blog pieni zeppi di interviste al bar, telefonate, sms e appunto mail pubblicate senza richiesta di autorizzazione ma, si sa, a me non lasciano passare nulla), risposta fra l’altro cortese per la quale la ringraziavo (subito) prima di ribadire quanto spiego in seguito (a tutti i produttori), inauguro una nuova rubrica: il produttore risponde… si fa per dire.

Attenzione: non trattasi della lagnanza di uno dei tanti passanti che anelano al magico mondo del cinema, ma di un giornalista d’inchiesta con, voglio citare Ferruccio Pinotti per non parir ridondante, “la sua storia”. E la mia storia documentata su CAUSE (indagini su un caso d’omicidio della polizia deviata italiana, primo caso di rapporti fra ‘ndrangheta e Pd, cinque anni di causa milionaria per il relativo scoop a Report, bestseller ‘I Panni Sporchi della sinistra’) ed EFFETTI (mancati pagamenti, raggiri e danni economici per una mezza dozzina d’anni non penalmente rilevabili poiché in assenza di contratti, tralasciando le costanti minacce e i quotidiani fastidi) non puó essere ignorata quando cominci a lavorare in un mondo, quello del cinema, contiguo e sostanzialmente simile a quello del giornalismo e dell’editoria, tutti e tre dipendenti dai finanziamenti pubblici e/o dalle collocazioni politiche.

Orbene, le risposte saranno qui verbalizzate per sommi capi, senza un virgolettato, confidando che in Italia sia ancora permesso riferire in modo corretto la sintesi di un contenuto di un dialogo realmente avvenuto.

Il signor Enzo Porcelli, contattato a fine agosto non appena depositato il codice ISBN della sceneggiatura, mi ha risposto di essere interessato a conoscere il progetto. La conferma della ricezione del PDF(perché questi signori hanno richiesto il PDF, quindi hanno potuto comunque visionare integralmente il mio lavoro in quasi esclusiva senza versarmi un euro) é datata due mesi fa esatti. Improvvisamente, poi, il signor Porcelli si é palesato al rintoccar della mezzanotte e mezza di 13 giorni fa, proprio al termine della giornata in cui per la prima volta sul profilo Facebook scrivevo che sarebbe uno scandalo se tutti i produttori, che ogni anno realizzano tantissimi film di ogni genere, livello e distribuzione, trovassero pretesti per impedire, tutti quanti, la produzione di Salomé. Il verdetto inappellabile del succitato, ovviamente un niet, é fondato sui seguenti punti: la sceneggiatura si adatta più alla televisione (perché? non é dato sapere); su Salomé sono stati girati due film, 40 anni fa in Italia e 3 anni fa in Germania; Sabina Guzzanti, che si era detta adatta al ruolo, non sarebbe adatta; due progetti in corso finanziati.

Risposta: 1) ogni sceneggiatura é migliorabile, visto e considerato che le migliaia di film che producono ogni anno partono dall’acquisto di diritti di sceneggiature di mediamente scarsa qualità e descrittività.

2) il film della Cavani é del 1977: segno che si può fare, anche in Italia, senza giri del mondo in 80 giorni; il film tedesco di 3 anni fa dimostra l’attualità del valore della storia, declinata ora da un autore con studi, approccio, sensibilità e “storia” diverse.

3) de gustibus non disputandum est, ma era solo un’ipotesi, non una conditio sine qua non.

4) i progetti finanziati in un anno possono essere molti di più (la Casanova, per dirne una, ne ha 7 in campo).

Ma poi, cari signori, ecché non sapevate tutte queste cose prima di leggere il mio PDF della sceneggiatura? Prima vi dicevate interessati. Chissà cosa/chi sarà intervenuto poi…

Ora, dopo questa mia ulteriore operazione verità, vedrete che pochissimi altri risponderanno alla mail che invierò nei prossimi giorni con allegato il video di presentazione, il romanzo biografico italiano, l’edizione inglese ‘Loving Lou Salomé’ e la sceneggiatura. Prenderanno i materiali, se ne staranno quatti quatti e fra qualche tempo uno di loro, fingendo di non aver letto, guardato online, sentito parlare del mio imponente lavoro – cioè una coincidenza astrale particolarmente favorevole – realizzerà Lou Salomé derubandomi criminalmente come fanno da anni le due cerchie politiche in guerra (con le vite degli altri mentre, dalle rispettive trincee ultrasicure, rimpilzano con soldi pubblici i loro stomaci satolli).

P.s. Questo riguarda un’ipotesi futura, ergo Porcelli eviti di indignarsi: un cineasta é capace di distinguere la differenza fra una frase dedicata a lui e quelle successive dedicate ai suoi colleghi come cerchia dei produttori.

Cordiali saluti,

Stefano Santachiara (e un tantino di sostenitori)

 

Salomé on Inkpantry

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Thanks to Inkpantry for choosing Loving Lou Salomé: http://www.inkpantry.com/books-from-the-pantry-loving-lou-salome-by-stefano-santachiara/

Loving Lou Salomè

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Here we are. Risparmiando 300 euro in un sol giorno (e 600 in un mese, buoni per l’affitto), ho evitato di rivolgermi all’informatico della cerchia di sinistra (sparito alla vigilia del lavoro, evviva!) per pubblicare il mio nuovo libro su Amazon. Come recita un antico adagio: ‘mei fer che cmander’, o meno reggiano e piú comprensibile ‘chi fa da sé fa per tre’. Che poi in tre davvero, dato che mi hanno aiutato con grande slancio Francesco Guida (tecnico alla regia e al montaggio del cortometraggio che gireremo a Castellabate) per la copertina e Alessandro della fumetteria di via Vigna Fabbri a Roma per l’adattamento del cartaceo. Avvertenza: la pubblicazione di un libro cartaceo su Amazon necessita di un lavoro di esperti, sia pure di pochi minuti; per l’ebook invece é sufficiente seguire le istruzioni del colosso americano. Insomma, non fatevi fregare. Quando scrivo di cerchia di sinistra intendo partiti, editori, agenti letterari, i molti giornalisti al seguito, burocrati negli enti locali e in miriadi di associazioni… e ora purtroppo ho a che fare con un massiccio numero di produttori cinematografici foraggiati da finanziamenti pubblici che faranno di tutto per non produrre Salomè benché producano ogni anno migliaia e migliaia di film di ogni genere, livello e distribuzione. Purtroppo la cerchia di sinistra ha accumulato debiti nei miei confronti per svariate decine di migliaia di euro: stress mai quantificato provocato dai 5 anni di causa milionaria per la puntata di Report sul primo caso di rapporti fra Pd e ‘ndrangheta, 20mila euro di mensilità dovute dalla società editoriale Bologna per licenziamento del 2012 come da sentenza del tribunale fallimentare, ancora non versati; 4 anni di raggiri morali e materiali documentati ma non penalmente perseguibili, in quanto le inadempienze non rientrano in contratti formali, relativi a pubblicazione, distribuzione e presentazioni di miei libri, inviti e proposte rimangiati come se non ci fosse un domani. A proposito: pure inviti piú o meno impliciti, ma costanti, a diventare un kamikaze contro i loro onnipotenti nemici, a fini di meschino dossieraggio. Ecco, come dire, goodbye left.

Ma torniamo alle belle novelle discendenti dalla mia scelta di vita d’autore di libri e sceneggiature: dal 5 o 6 dicembre sarà disponibile su Amazon ‘Loving Lou Salomè’, l’edizione inglese del romanzo biografico pubblicato a marzo con la Digital Press di Castellabate, dal quale é tratta la sceneggiatura del progetto del film depositata sempre con codice ISBN in agosto. Tecnologia avanzata Inter…(no, non é l’undici scalcagnato di Spalletti o l’undici dello scalcagnato, comunque sempre amala dai).

Loving Lou Salomè non é solo l’interpretazione di opere, epistole, pensieri di una donna meravigliosa, ma un inno alla libertà per tutte le genti, un invito a seguire la propria natura, proprio come il fiume in piena di Lou sfociato nel mare dei propri desideri.

Per chi fosse interessato, ecco il link di Amazon https://www.amazon.com/dp/1790292735

Lou Salomè, si procede controcorrente verso il film

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Prima di mostrare il video che ho realizzato col cineoperatore Lazzaro Addesso, riportiamo alcuni pareri del mondo dell’informazione e del cinema indipendente.

Simona Mazzeo(giornalista de ‘La Città’ di Salerno): “Ieri sera ho avuto l’onore e il piacere di interpretare una della scene più intense dell’ultimo capolavoro letterario dell’amico Stefano Santachiara, scrittore eccellente e giornalista d’inchiesta che vanta una lunga collaborazione con “Il Fatto Quotidiano”. Presentato in anteprima nazionale, Lou Salomé racconta una storia meravigliosa con protagonista una donna di raffinata cultura che, nei circoli letterari europei di fine Ottocento inizi Novecento, ha lasciato il segno della sua avidità di sapere e ha fatto innamorare uomini del calibro di Nietzsche.  Ed io ho prediletto, tra le tante, proprio la scena dell’incontro con Fritz…”

Luisa Porrino (produttrice): “La sceneggiatura é molto bella, magistrale direi. Sono rimasta affascinata dalla descrizione e  dalla psicologia dei personaggi e dal quadro complesso che si mette in scena. Purtroppo la mia é una piccola casa di produzione e in questo momento non sono in grado di portare avanti un progetto di tale caratura”.

Ringraziando le due lettrici qualificate e gli altri che non inserisco per ragioni di spazio, ricordo che per realizzare il mio film non sono necessari grandi investimenti, ma soltanto passione, serietà e libertà. In Italia si produce di tutto ogni anno: sarebbe un vero scandalo se tutti i produttori, legati ai finanziamenti pubblici, trovassero pretesti per impedire la realizzazione di Lou Salomè. Ma ci sarà tempo e modo per documentare, come la già acclarata mezza dozzina d’anni di raggiri e danni economici che ho subito dalla cerchia politico-mediatica della sinistra.

Ora il video di Salomé:

Salomé, la mia prima com media cinematografica

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L’anteprima non poteva che fiorire nella meravigliosa Castellabate. Lou Salomè, donna straordinaria, é la protagonista del mio nuovo libro, una commedia cinematografica. La pagina Facebook: https://m.facebook.com/profile.php?id=206358433315900&ref=content_filter
L’anteprima nazionale dell’opera si é vivificata durante un reading alla fiera dei libri meridionali, vetrina dell’editoria indipendente fondata quarant’anni fa da Gennaro Malzone. Il fondatore ha tenuto il discorso introduttivo della serata davanti ad un pubblico molto e partecipante, poi la conduttrice Filomena Villani ha inaugurato il ricco intreccio culturale nel giardino letterario: gli attori Simona Mazzeo, Luigi Pascale, Chiara Ianni, Marisa Sica ed Enrico Gallotta hanno declamato con intensità alcuni passi della commedia, intervallati dalle melodie del cantautore Mino Remoli, eseguite dal suo eccellente allievo Stefano Torsiello.

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